Scenario globale – Guerra Russia/Ucraina

Estratto

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Illustrazione: riunione tesa al Cremlino, un leader in piedi davanti al tavolo
Illustrazione tratta dall’estratto.

Il Direttorio aveva scelto di puntare lo sguardo verso Est. Il leader russo, da anni col suo gioco ambiguo di potere e minacce, era diventato la nuova variabile da contenere. Sul grande schermo olografico comparvero mappe digitali della Russia, segni luminosi a indicare basi militari, depositi, snodi strategici. Le voci degli ufficiali scandivano parametri, scenari di rischio, proiezioni di probabilità.

In uno studio riservato, Alexander Volkov ricevette un messaggio criptato su un dispositivo non ufficiale: una comunicazione diretta, impossibile da tracciare o ignorare. Sullo schermo lampeggiava un’unica frase: un ultimatum di 12 ore per ritrattare le azioni militari attive in Ucraina e attivare un cessate il fuoco immediato. In caso contrario, le “operazioni del Decennale” sarebbero proseguite con neutralizzazione mirata dei responsabili. Nessun rimorso. Nessuna eccezione.

«E se stessimo diventando noi stessi il pericolo che volevamo eliminare?»


Il Cremlino era immerso in un silenzio d'oltretomba. Volkov ordinò di convocare il Consiglio di Sicurezza, convinto che fosse un attacco americano. Ma il generale Orlov lo fermò: non era lo stile degli Stati Uniti. Se era un attacco, veniva da qualcun altro. Qualcuno che lavorava nell’ombra.

E mentre il tempo dell’ultimatum scorreva, il nemico restava invisibile. Un simbolo, piccolo e discreto, compariva in fondo al messaggio: una figura geometrica simile a una runa, un marchio già visto in contesti che prima sembravano coincidenze. Adesso, non poteva più esserlo.